
Non va. Così non va. Se l’altra sera, per un
«semplice» Napoli-Frosinone match di coppa Italia, al San Paolo
sono saltati i controlli ed cancelli della curva B e se per
evitare guai maggiori la polizia ha saggiamente autorizzato
l’invasione di mille e più spettatori «non paganti», vengono i
brividi a pensare che cosa potrebbe accadere già dopodomani
contro l’Ascoli e ancor più domenica 27, quando, se batterà
l’Ascoli, il Napoli avrà la Juve ospite a Fuorigrotta. Tutta
colpa dei tempi lunghi per l’acquisto dei biglietti nominativi
ai botteghini dello stadio, dicono i tifosi costretti a lunghe e
sudate file. Tutta colpa dell’abitudine dei napoletani che
vogliono far tutto all’ultimo momento, replica chi sta
dall’altra parte. Ma dove sta la verità? Anzi, l’errore? Forse
sta in un decreto legge, quello del giugno del 2005, che si
propone di far la lotta alla violenza ma che almeno per quel che
riguarda la vendita dei tagliandi col nome ed il cognome finisce
col disordine, pericolo, rischio d’incidenti. Al primo comma
dell’articolo 5 di quel decreto c’è scritto che «nel giorno di
svolgimento di qualsiasi competizione calcistica è vietata la
vendita diretta dei biglietti nell’area di servizio esterna
dell’impianto stesso». L’inghippo sta in quell’«area di servizio
esterna». La disposizione, infatti, vuole che sia quell’area di
sicurezza racchiusa tra il muro dello stadio e le grate-filtro
installate a sei metri di distanza. Laddove chi è senza
biglietto già non può passare. Cosicché, non essendo i
botteghini inglobati in quegli spazi, la vendita dei biglietti è
regolare. Beh, sarebbe regolare se non accadesse quello che è
successo. tant’è che l’argomento inevitabilmente finirà nelle
prossime ore sulle scrivanie del prefetto e del questore. Ma c’è
una soluzione? Si risolverebbe tutto spostando i botteghini
lontano dallo stadio nel giorno della gara. No, probabilmente si
sposterebbe solo altrove il rischio di incidenti. E allora?
Allora potrebbe essere presa in considerazione l’idea di non
vendere biglietti il giorno della gara se la gara è pomeridiana
e di chiudere i botteghini un bel po’ d’ore prima nel caso di
notturne. Un’idea che in nome dell’ordine pubblico sembra essere
già un orientamento.