Il
' Salary cap' è un salvagente per le società di serie B e
costituisce un trampolino di lancio per i giovani. Il
direttore generale del Napoli, Pierpaolo Marino accoglie
con fiducia la scelta della lega a proposito di una serie
cadetta che impone un tetto salariale non superiore al
settanta per cento del bilancio societario.
« Accolgo soprattutto la rivalutazione effettiva di un
settore giovanile che ha finalmente le possibilità per
farsi apprezzare anche sul palcoscenico cadetto » .
Quando fu approvato il salary cap per la B Marino dichiarò:
« Sapevo qualcosa di questa nuova regola, adesso studierò
il regolamento per vedere un po’ nel dettaglio in cosa
consiste » .
Uno studio oculato, quello fatto dalla società partenopea.
Il Napoli, tra acquisti importanti ed alcune cessioni è
all'interno dei parametri richiesti. « Noi non abbiamo
problemi in merito. In questo modo si garantisce
equilibrio sia dal punto di vista degli ingaggi che
dei giocatori. E' altresì importante disporre di un buon
settore giovanile. Il prossimo campionato di serie B sarà
di altissimo livello ed avere in rosa giocatori cresciuti
nel proprio vivaio, e di buon livello, può davvero fare la
differenza. Basti pensare ad un giocatore importante come
Paolo Cannavaro, proveniente dal vivaio azzurro: è pedina
fondamentale dell' attuale retroguardia » .
Le nuove norme legate alla mutualità trasformano direttori
sportivi in abili ragionieri, che devono così costruire le
squadre a braccetto con i presidenti, seguendo parametri
ben precisi.
« Le regole sono strutturalmente giuste. Le società devono
poi saper valutare tutti gli aspetti economici e tecnici
per allestire la migliore squadra possibile. Il Napoli ha
una ' rosa' già completa, al massimo cediamo qualche
giocatore » .