Per chi tiferà Ciro domenica sera?
«Innanzitutto sono arrabbiato perché non potrò vederla
in televisione. E sarebbe stato un bello spettacolo
per tutti. Il mio cuore è sempre napoletano, ma
parteggiare per uno quando entrambi i club mi hanno dato
tantissimo mi sembrerebbe fare un torto all'altro. Come
giocatore della Juve non ho mai reso bene contro il
Napoli, proprio non ci riuscivo. Mi auguro sia una sfida
bella, divertente per il pubblico. La cosa più importante
è, a prescindere dalla coppa Italia, che entrambe alla
fine del campionato siano promosse in serie A, l'unico
posto dove possono stare società così prestigiose».
Dopo il Mondiale poteva diventare il nuovo tecnico
dell'Under 21, invece ha preferito rimanere nel settore
giovanile della Juve. «E' vero. Quella scelta poteva
essere funzionale con Lippi ancora ct azzurro, visto la
sintonia di lavoro. Ma al di là di tutto in me è prevalsa
la riconoscenza verso la Juve con la quale avevo
sottoscritto un quinquennale. Non nego però che quell'offerta
mi abbia riempito d'orgoglio».
Legame bianconero marchiato sulla pelle. Come quello
scudetto n.8, vinto nel 2005, e ora revocato dalla
giustizia sportiva. Ferrara: per gli almanacchi lei non ha
più raggiunto Giovanni Ferrari e Furino in vetta alla
graduatoria dei giocatori che hanno conquistato più
tricolori nella storia del nostro campionato. «Non c'è
sentenza che potrà togliermi le soddisfazioni vissute sul
campo e i sacrifici per conquistare quei risultati. Sono
perfettamente d'accordo con Cannavaro e gli altri miei
compagni su questo. Giusto andare a fondo e fissare le
responsabilità di chi ha sbagliato, ma i risultati in
campo sono un'altra cosa. E la superiorità tecnica
della Juve era limpida, come ben sanno anche quelli cui fa
gioco oggi non riconoscerla. Del resto tutti gli arbitri
sono stati assolti — a parte uno condannato ma non
relativamente alla Juve — e non ci sono prove di gare
truccate, sinceramente non capisco una sentenza così
dura solo per noi».
Da Moggiopoli al Mondiale sono diversi i tormentoni
estivi. C'è anche una barzelletta che riunisce Moggi,
Zidane e Materazzi: nel classico giochino della torre chi
butterebbe giù dalla torre? «Zidane, per spirito
patriottico. Anche se dopo Maradona, Zizou è stato il più
forte col quale ho giocato. E poi se cade ha la testa
dura...».
Quando a Napoli potrà rinascere un Ferrara o un Cannavaro?
«Spero presto con la gestione di De Laurentiis molto
attenta in questo senso. Perché la Campania di talenti
continua a sfornarne in continuazione. E ne so
qualcosa da responsabile del settore giovanile bianconero.
Quel Maniero che sta emergendo, figlio d'arte, è proprio
napoletano».