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Ferrara: Il San Paolo merita una grande partita

Venerdì

25 Agosto 2006

Per chi tiferà Ciro domenica sera? «Innanzitutto sono arrabbiato perché non potrò vederla in televisione. E sarebbe stato un bello spettacolo per tutti. Il mio cuore è sempre napoletano, ma parteggiare per uno quando entrambi i club mi hanno dato tantissimo mi sembrerebbe fare un torto all'altro. Come giocatore della Juve non ho mai reso bene contro il Napoli, proprio non ci riuscivo. Mi auguro sia una sfida bella, divertente per il pubblico. La cosa più importante è, a prescindere dalla coppa Italia, che entrambe alla fine del campionato siano promosse in serie A, l'unico posto dove possono stare società così prestigiose».

Dopo il Mondiale poteva diventare il nuovo tecnico dell'Under 21, invece ha preferito rimanere nel settore giovanile della Juve. «E' vero. Quella scelta poteva essere funzionale con Lippi ancora ct azzurro, visto la sintonia di lavoro. Ma al di là di tutto in me è prevalsa la riconoscenza verso la Juve con la quale avevo sottoscritto un quinquennale. Non nego però che quell'offerta mi abbia riempito d'orgoglio».

Legame bianconero marchiato sulla pelle. Come quello scudetto n.8, vinto nel 2005, e ora revocato dalla giustizia sportiva. Ferrara: per gli almanacchi lei non ha più raggiunto Giovanni Ferrari e Furino in vetta alla graduatoria dei giocatori che hanno conquistato più tricolori nella storia del nostro campionato. «Non c'è sentenza che potrà togliermi le soddisfazioni vissute sul campo e i sacrifici per conquistare quei risultati. Sono perfettamente d'accordo con Cannavaro e gli altri miei compagni su questo. Giusto andare a fondo e fissare le responsabilità di chi ha sbagliato, ma i risultati in campo sono un'altra cosa. E la superiorità tecnica della Juve era limpida, come ben sanno anche quelli cui fa gioco oggi non riconoscerla. Del resto tutti gli arbitri sono stati assolti — a parte uno condannato ma non relativamente alla Juve — e non ci sono prove di gare truccate, sinceramente non capisco una sentenza così dura solo per noi».

Da Moggiopoli al Mondiale sono diversi i tormentoni estivi. C'è anche una barzelletta che riunisce Moggi, Zidane e Materazzi: nel classico giochino della torre chi butterebbe giù dalla torre? «Zidane, per spirito patriottico. Anche se dopo Maradona, Zizou è stato il più forte col quale ho giocato. E poi se cade ha la testa dura...».

Quando a Napoli potrà rinascere un Ferrara o un Cannavaro? «Spero presto con la gestione di De Laurentiis molto attenta in questo senso. Perché la Campania di talenti continua a sfornarne in continuazione. E ne so qualcosa da responsabile del settore giovanile bianconero. Quel Maniero che sta emergendo, figlio d'arte, è proprio napoletano».

Fonte: Gazzetta dello Sport

 

 

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