«Mi
piacerebbe se domani sera in tribuna ci fosse anche
Donadoni. Il cittì, che ha detto che seguirà anche le
squadre di serie B, potrebbe dare uno sguardo ai nazionali
della Juventus ed anche a qualche giovanotto del Napoli».
Calaiò, cosa fa? Si candida? Sorride, il bomber.
«No, dico soltanto che, considerando le ultime
convocazioni, anche nel Napoli ci sono calciatori giovani
e promettenti come Cannavaro, Domizzi, Dalla Bona. Di me
preferisco non parlare. Un pronostico posso farlo: ben
presto ci sarà più di un calciatore del Napoli in
Nazionale». Calaiò contro l’Ascoli è risultato tra i
migliori in campo. Adesso, è pronto per la sfida con la
Juve. «Fisicamente sto benissimo. Contro l’Ascoli ritengo
di aver disputato una delle mie migliori partite. In
assoluto». A chi ha osservato che gli è mancato il gol,
una garbata quanto giusta replica: «Per essere da 7 in
pagella non è detto che si debba fare gol per forza.
Grazie agli insegnamenti di Reja, sono migliorato
tantissimo fisicamente e tecnicamente. Prima, giocavo più
per me stesso che per la squadra, stazionavo in area di
rigore. Oggi, sono un attaccante quasi completo. Non
bastasse, sono maturato anche caratterialmente».
Logicamente Calaiò sogna di realizzare un gol a Buffon.
«Io spero che vinca il Napoli. Se poi dovessi essere io a
regalare alla squadra questo successo, tanto di
guadagnato. Un gol al miglior portiere del mondo sarebbe
una bellissima soddisfazione». Saranno in sessantamila ad
incitare il Napoli. «Alla gente di Napoli e a De
Laurentiis abbiamo voluto regalare questa partita. Ecco
dove abbiamo trovato la forza per correre ancora quando
contro l’Ascoli il fiato mancava e le gambe venivano meno.
Il presidente è un grande, i tifosi sono unici». Cosa
sogna Calaiò per lui e per il Napoli? «Di vincere il
campionato. Se poi, domani sera, dovessimo battere anche
la Juventus ed arrivare agli ottavi, beh, si potrebbe
pensare anche alla coppa Italia che dà diritto ad un posto
in Europa». Negli ottavi il Napoli o la Juve troveranno il
Parma. «Per ora, penso alla Juve ed è già un bel pensare.
La Juve è fortissima, ma il Napoli non le è da meno». vit.
ra.
Alessandro Del Piero e la Juve:
storia di un grande amore. Dopo il gol-lampo di Cesena
(«Non potevo cominciare meglio») Pinturicchio si appresta
ad affrontare il prossimo impegno agonistico con la
determinazione e l'umiltà di un vero campione. Domani
sera, a Napoli, nel terzo turno di Coppa Italia non sarà
facile: «Troveremo un clima infuocato e un'ottima squadra
che potranno metterci in difficoltà. Io ci sarò, ma non so
se scenderò in campo dal primo minuto, l'autonomia è
limitata, ci vuole ancora del tempo prima di trovare la
condizione migliore». In questi giorni così intensi e
difficili il pensiero è altrove. Dopo due anni di
convivenza forzata Del Piero è uscito allo scoperto,
attaccando Fabio Capello: «Se fosse rimasto me ne sarei
andato all'estero. Ci sarà un motivo se nessuno lo
rimpiange né qui né altrove. Il mio rapporto con Capello
non era gratificante da molti punti di vista e non solo
perché ero poco utilizzato. Avevamo un modo diverso di
vedere le cose, una squadra è fatta di entusiasmo, di
piacere di stare insieme, di gruppo, non ci sono solo le
vittorie». Il capitano è caricato: «La società sta vivendo
un periodo difficilissimo, forse il più complesso di tutta
la sua storia. Proprio adesso non mi sembrava il caso di
voltarle le spalle». Dunque, storia di un grande amore: «A
Torino sto benissimo e questa è una squadra gloriosa, che
mi ha sempre dato la possibilità di vincere. Nel corso
degli anni il rapporto con John e Lapo Elkann e con Andrea
Agnelli è cresciuto. La decisione della proprietà di dare
una nuova identità alla società e di trovare in me un
punto di riferimento è stata molto importante. E poi il
mio legame con la squadra e con i tifosi è unico e non ho
voluto disperderlo». Impossibile in questo momento non
parlare di giustizia sportiva. Del Piero è al fianco della
società: «Il ricorso al Tar è un passaggio obbligato,
vista l'evidente disparità di giudizio tra noi e le altre
squadre coinvolte. La Juve è stata l'unica società a
svoltare, cambiando dirigenza e accettando, almeno in
principio, le decisioni della giustizia sportiva. La
sentenza di secondo grado però ha colpito solo la Juve.
Posso solo augurarmi che finisca tutto al più presto e
positivamente per noi». Alex non dovrebbe essere tra i
convocati di Donadoni per le partite con la Lituania a
Napoli e la Francia a Parigi: «Dopo 10 giorni di
allenamento e 20 minuti di partita non sono ancora pronto
per due gare importanti».