Torna alla Home

         

 

Parlano Calaiò e Del Piero

Sabato

26 Agosto 2006

«Mi piacerebbe se domani sera in tribuna ci fosse anche Donadoni. Il cittì, che ha detto che seguirà anche le squadre di serie B, potrebbe dare uno sguardo ai nazionali della Juventus ed anche a qualche giovanotto del Napoli». Calaiò, cosa fa? Si candida? Sorride, il bomber. «No, dico soltanto che, considerando le ultime convocazioni, anche nel Napoli ci sono calciatori giovani e promettenti come Cannavaro, Domizzi, Dalla Bona. Di me preferisco non parlare. Un pronostico posso farlo: ben presto ci sarà più di un calciatore del Napoli in Nazionale». Calaiò contro l’Ascoli è risultato tra i migliori in campo. Adesso, è pronto per la sfida con la Juve. «Fisicamente sto benissimo. Contro l’Ascoli ritengo di aver disputato una delle mie migliori partite. In assoluto». A chi ha osservato che gli è mancato il gol, una garbata quanto giusta replica: «Per essere da 7 in pagella non è detto che si debba fare gol per forza. Grazie agli insegnamenti di Reja, sono migliorato tantissimo fisicamente e tecnicamente. Prima, giocavo più per me stesso che per la squadra, stazionavo in area di rigore. Oggi, sono un attaccante quasi completo. Non bastasse, sono maturato anche caratterialmente». Logicamente Calaiò sogna di realizzare un gol a Buffon. «Io spero che vinca il Napoli. Se poi dovessi essere io a regalare alla squadra questo successo, tanto di guadagnato. Un gol al miglior portiere del mondo sarebbe una bellissima soddisfazione». Saranno in sessantamila ad incitare il Napoli. «Alla gente di Napoli e a De Laurentiis abbiamo voluto regalare questa partita. Ecco dove abbiamo trovato la forza per correre ancora quando contro l’Ascoli il fiato mancava e le gambe venivano meno. Il presidente è un grande, i tifosi sono unici». Cosa sogna Calaiò per lui e per il Napoli? «Di vincere il campionato. Se poi, domani sera, dovessimo battere anche la Juventus ed arrivare agli ottavi, beh, si potrebbe pensare anche alla coppa Italia che dà diritto ad un posto in Europa». Negli ottavi il Napoli o la Juve troveranno il Parma. «Per ora, penso alla Juve ed è già un bel pensare. La Juve è fortissima, ma il Napoli non le è da meno». vit. ra.

 

Alessandro Del Piero e la Juve: storia di un grande amore. Dopo il gol-lampo di Cesena («Non potevo cominciare meglio») Pinturicchio si appresta ad affrontare il prossimo impegno agonistico con la determinazione e l'umiltà di un vero campione. Domani sera, a Napoli, nel terzo turno di Coppa Italia non sarà facile: «Troveremo un clima infuocato e un'ottima squadra che potranno metterci in difficoltà. Io ci sarò, ma non so se scenderò in campo dal primo minuto, l'autonomia è limitata, ci vuole ancora del tempo prima di trovare la condizione migliore». In questi giorni così intensi e difficili il pensiero è altrove. Dopo due anni di convivenza forzata Del Piero è uscito allo scoperto, attaccando Fabio Capello: «Se fosse rimasto me ne sarei andato all'estero. Ci sarà un motivo se nessuno lo rimpiange né qui né altrove. Il mio rapporto con Capello non era gratificante da molti punti di vista e non solo perché ero poco utilizzato. Avevamo un modo diverso di vedere le cose, una squadra è fatta di entusiasmo, di piacere di stare insieme, di gruppo, non ci sono solo le vittorie». Il capitano è caricato: «La società sta vivendo un periodo difficilissimo, forse il più complesso di tutta la sua storia. Proprio adesso non mi sembrava il caso di voltarle le spalle». Dunque, storia di un grande amore: «A Torino sto benissimo e questa è una squadra gloriosa, che mi ha sempre dato la possibilità di vincere. Nel corso degli anni il rapporto con John e Lapo Elkann e con Andrea Agnelli è cresciuto. La decisione della proprietà di dare una nuova identità alla società e di trovare in me un punto di riferimento è stata molto importante. E poi il mio legame con la squadra e con i tifosi è unico e non ho voluto disperderlo». Impossibile in questo momento non parlare di giustizia sportiva. Del Piero è al fianco della società: «Il ricorso al Tar è un passaggio obbligato, vista l'evidente disparità di giudizio tra noi e le altre squadre coinvolte. La Juve è stata l'unica società a svoltare, cambiando dirigenza e accettando, almeno in principio, le decisioni della giustizia sportiva. La sentenza di secondo grado però ha colpito solo la Juve. Posso solo augurarmi che finisca tutto al più presto e positivamente per noi». Alex non dovrebbe essere tra i convocati di Donadoni per le partite con la Lituania a Napoli e la Francia a Parigi: «Dopo 10 giorni di allenamento e 20 minuti di partita non sono ancora pronto per due gare importanti».

Fonte: Il Mattino

 

       

Discutine nel Forum

 
     


 

 

 

 

  

 

 


 

       

 

Per qualsiasi tipo di contatto: redazioneonlynapoli@yahoo.it

 

Le foto presenti su OnlyNapoli sono in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se gli autori o i soggetti avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno altro che segnalarlo alla redazione attraverso l'indirizzo email: redazioneonlynapoli@yahoo.it che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini. Risoluzione consigliata 1024 x 768