
«Se fossi stato Guido Rossi invece di
andarmene in vacanza sarei venuto al San Paolo. Sarei
venuto ad imparare qualcosa del calcio, del Napoli,
della gente di Napoli. Invece, lui non ha sentito questo
bisogno, il bisogno che ho avvertito io quando sono
entrato nel calcio. Ho iniziato a frequentare i campi di
C, prendendo insulti e sputi, per imparare. Avevo voglia
di imparare. Guido Rossi, no. Lui se ne sta in vacanza».
Dallo spogliatoio esce un Aurelio De Laurentiis felice
per lo strepitoso successo e battagliero almeno quanto i
suoi in campo. Severo il j’accuse contro Rossi, non da
meno quelli rivolti alla Rai ed al signor Trefoloni che
ha diretto il match. «Mi meraviglio che i dirigenti
della Rai non abbiano avuto la capacità imprenditoriale
e di marketing per acquistare i diritti di questa
partita. Mi meraviglio un po’ meno quando vedo certe
direzioni arbitrali». Sul 2-3 per la Juventus le sono
ritornate alla mente le tante assurde decisioni di
Trefoloni? «Tanti gli svarioni di Trefoloni, pardon,
della terna arbitrale. Cerco di essere e di
rappresentare il nuovo del calcio, ma quando vedo certe
cose, dimentico di essere il primo dirigente del Napoli
e divento il primo tifoso del Napoli. E da tifoso faccio
pensieri malevoli. Purtroppo, tante situazioni le
abbiamo ereditate. Certi arbitraggi sono un macello...».
Va all’attacco, De Laurentiis. Per frenarne l’impeto
proviamo a parlare del successo in extremis. Meno
importante di quello del 15 marzo 1989, quando con un
3-0 al 119’ di Renica, il Napoli superò la Juve e
conquistò il diritto a continuare la sua corsa verso la
coppa Uefa. Meno importante, perché si tratta solo di
una qualificazione agli ottavi della coppa Italia, ma
non meno bello. «È una partita che resterà nella storia
del Napoli», dicono ad una voce De Laurentiis e Marino.
«Neanche il miglior sceneggiatore o il migliori regista
di De Laurentiis avrebbero potuto fare qualcosa di più
bello», osserva Reja. «Sono d’accordo con il mio
allenatore. Una gara da leggenda, una gara che Reja ha
saputo preparare bene e che la squadra ha interpretato
con cuore, cervello e con un altro termine che inizia
sempre con la c». La parola nuovamente a Reja. «I
ragazzi hanno dimostrato di avere due p... così», dice,
mimando la grandezza degli attributi dei suoi
calciatori. C’è stato un alternarsi di situazioni
incredibile: emozioni, gol, poi il 2-3 che mi ha fatto
maledire l’arbitraggio e quanto era accaduto. Poi,
quella rete di Cannavaro che resterà per sempre nella
mia mente. Bel gesto atletico, bellissima rovesciata,
importantissimo il 3-3. Ai rigori ha vinto la squadra
che ha meritato di più». A Reja viene chiesto il voto
che darebbe alla squadra. «Più del risultato volevo una
conferma sui valori tecnici e caratteriali di questi
ragazzi. Ho avuto una risposta eccezionale. È una
squadra fantastica, è una squadra che saprà farsi
rispettare in campionato. A Parma negli ottavi della
Coppa avrò molti squalificati? Non me ne frega niente».
«Ho ringraziato la squadra e le ho promesso un regalo
bellissimo - conclude De Laurentiis prima di lasciare il
San Paolo tra un folto gruppo di amici e dopo aver
ricevuto anche i complimenti di Amauri, presente in
tribuna -. Se ora penso alla conquista della coppa
Italia? È un traguardo lontano. Ci sarà da battere
almeno il Parma e poi, forse, la Roma, la bestia nera.
Ma ora accontentiamoci della serie B. A proposito, dalla
prossima gara verrò sopra a vedere l’incontro.
Dall’anello inferiore non si vede niente. Ho perso più
energie in una serata che in due mesi quando preparo un
film».