
Quattro vigili urbani aggrediti e
ricoverati in ospedale per accertamenti, decine di
tentativi di sfondamento dei cordoni di forze
dell’ordine. Tutto in una manciata di minuti ad
altissima tensione, poco prima di una giornata a rischio
sotto il profilo dell’ordine pubblico, a causa del
controesodo dei vacanzieri e, in città, del big match
del San Paolo tra Napoli e Juventus. Ed è stato proprio
l’incontro di Coppa Italia a mettere a dura prova la
tenuta dei nervi delle forze dell’ordine. Massiccio il
presidio del territorio: seicento tra agenti di polizia
e vigili urbani, elicotteri e cellule fotoelettriche,
che non hanno potuto evitare aggressioni, tafferugli e
tentativi di carica. L’episodio più grave è accaduto
un’ora prima del fischio d’inizio e ha visto coinvolti
quattro agenti di polizia municipale a bordo dell’auto
di servizio. La vettura viaggiava a sirene spiegate ed
ha attirato l’attenzione di un gruppo di scalmanati:
teppisti convinti che i vigili stessero scortando tifosi
juventini, al punto tale da far scattare la caccia al
bianconero. C’è stata una carica, che non ha riportato
esiti drammatici grazie all’intervento del piano
coordinato dal capo di gabinetto della Questura Giovanni
Fiorentino. Il bilancio è comunque grave: quattro vigili
sono stati costretti a ricorrere alle cure ospedaliere.
Due caschi bianchi sono stati rilasciati dopo le prime
cure, mentre la condizione degli altri due è comunque
apparsa più grave, costringendoli a trascorrere la notte
in ospedale. Altri momenti di tensione sono stati
registrati nella zona di piazzale Tecchio, o comunque a
ridosso della Curva A: sono stati infatti sventati
diversi tentativi di sfondamento da parte dei supporters
azzurri, che tentavano di caricare il gruppo di
sostenitori juventini.
Era tutto pronto per una rappresaglia in grande stile.
Ieri mattina, gli uomini della Digos e della Squadra
mobile (diretti dai vicequestori Antonio Sbordone e
Vittorio Pisani) assieme al personale del commissariato
di zona hanno trovato tutto l’occorrente per operazioni
di assalto e guerriglia urbana: spranghe di ferro,
bulloni, sanpietrini raccolti in buste di plastica sono
stati rinvenuti dalle forze dell’ordine all’interno
dello stadio di Fuorigrotta. Era l’occorrente per
colpire i tifosi avversari, il modo migliore per
aggirare il rigido servizio d’ordine che impedisce ai
teppisti di entrare «armati» di oggetti contundenti. Non
a caso il materiale è stato rinvenuto nei pressi della
tribuna laterale A, destinata al pubblico degli ospiti,
quasi a voler semplificare possibili aggressioni prima e
dopo l’incontro dei record. Quella dispiegata ieri nei
pressi del principale stadio cittadino è stata una task
force, con seicento uomini tra poliziotti, vigili
urbani, stewards, e finanche due elicotteri a monitorare
dall’alto Fuorigrotta. Un piano che non ha impedito
comunque tafferugli e momenti di tensione. Il primo
scontro nella stazione di Aversa. Una ventina di tifosi
della Juventus, di origine barese ma provenienti da
Torino con un treno partito in mattinata, sono stati
circondati da un nutrito gruppo di ultras del Napoli: i
teppisti azzurri hanno sfoderato mazze e spranghe.
Centoventi supporters bianconeri, a più riprese, sono
stati invece fermati e rimandati a Torino, perché privi
di biglietto. Circa una settantina di sostenitori
juventini, che a bordo di torpedoni stavano raggiungendo
Napoli, sono stati fermati sull’autostrada dalla polizia
stradale e da agenti della Digos di Caserta. Privi del
biglietto d’ingresso, sono stati identificati (a due era
stato notificato il divieto d’accesso agli stadi).