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Savini: Sono tornato quello di prima

Giovedì

31 Agosto 2006

«Sono ritornato quello di prima, il Napoli può stare tran­quillo, mi sento decisamente me­glio anche se dovrò ancora convi­vere con un pò di dolore, ma ho avvertito solo tanta stanchezza do­po la gara con la Juve. Eppure, se un mese fa mi avessero detto: gio­cherai due partite con tempi sup­plementari nel giro di quattro gior­ni non gli avrei mai creduto» .
Mirko Savini (nella foto) è su di morale. Ha vinto la scommessa con se stesso. A maggio, quando su suggerimen­to della società decise di affidarsi nelle mani del chirurgo spagnolo Villa­rubia disse: «Mi farò tro­vare pronto per il riti­ro » . Così è stato. Savini che dopo la frattura al quinto metatarso del piede destro aveva ac­cusato problemi di cal­cificazione ( morbo di Haglund) ha svolto tutta la preparazione estiva seppure con le precau­zione del caso.
LA STORIA - Il dodici maggio si recò alla clini­ca ortopedica dell’istitu­to universitario di Bar­cellona per affidarsi allo stesso specialista che aveva curato Pizarro dell’Udinese ed anche Sosa. Gli venne asportata la calcificazio­ne poco sotto il tendine d’achille e, contemporaneamente, sistemata chirurgicamente la parte interes­sata. Ma dopo venti giorni con le stampelle, il difensore romano era già a Cerreto Sannita per sottopor­si alla rieducazione. Piscina e fi­sioterapia per tutto il mese di giu­gno. «Ho potuto solo fare il tifo per i miei compagni da lontano ed ho sofferto per non aver dato il mio apporto alla promozione in B. Vuol dire che dovrò rifarmi nel prossi­mo campionato», racconta.
Savini, che ha diviso quei giorni a Cerreto Sannita con Inacio Pià, ha saltato le vacanze per farsi tro­vare pronto il giorno del raduno. L’unica divagazione è stata la par­tecipazione al matrimonio dell’ex compagno di squadra Di Venanzio, convolato a nozze a San Benedetto del Tronto. Poi, una serie di alle­namenti agli ordine dei preparato­ri atletici che collaborano nel cen­tro diretto dal medico sociale del Napoli, Alfonso De Nicola.
A LUGLIO - Il momento in cui l’ex viola ha intuito che stava per ritor­nare quello di prima è stato nell’a­michevole con l’Aek Atene il 22 luglio scorso. In quella occasione, Reja lo schierò nell’un­dici iniziale e lui restò in campo per trentasette minuti. E per gli attac­canti greci non fu facile passare dalle sue parti. Poi ha giocato altri spez­zoni di gara fino alla sfi­da con l’Inter nel trofeo Moretti.
Ma è stato in Coppa Italia che Savini ha sor­preso persino Reja. Do­po aver giocato per inte­ro la gara con il Frosi­none il 19 agosto, ha af­frontato anche l’Ascoli. E nessuno pensava che potesse reggere fino ai supplementari. Poi anche la Ju­ve quattro giorni dopo ed ancora over- time. « Ancora una mezzora, te la senti? », ripeteva Reja. E Sa­vini a stringere i denti fino alla fi­ne, a dosare le energie, a limitare le incursioni in attacco. Un mira­colo, o quasi, il suo recupero. Ora però sta per scattare il campiona­to e ci saranno oltre quaranta par­tite da giocare. Ma Savini è tran­quillo. Se ci fosse bisogno di tirare il fiato, i ricambi non mancano. Tra un settimana arriva anche il giova­ne e promettente Garics.
(rino cesarano)

 Fonte: Corriere dello Sport

  

           

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