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«Sono
ritornato quello di prima, il Napoli può stare tranquillo, mi sento
decisamente meglio anche se dovrò ancora convivere con un pò di
dolore, ma ho avvertito solo tanta stanchezza dopo la gara con la
Juve. Eppure, se un mese fa mi avessero detto: giocherai due
partite con tempi supplementari nel giro di quattro giorni non gli
avrei mai creduto» .
Mirko Savini (nella foto) è su di morale. Ha vinto la scommessa con
se stesso. A maggio, quando su suggerimento della società decise di
affidarsi nelle mani del chirurgo spagnolo Villarubia disse: «Mi
farò trovare pronto per il ritiro » . Così è stato. Savini che
dopo la frattura al quinto metatarso del piede destro aveva
accusato problemi di calcificazione ( morbo di Haglund) ha svolto
tutta la preparazione estiva seppure con le precauzione del caso.
LA STORIA - Il dodici maggio si recò alla clinica ortopedica
dell’istituto universitario di Barcellona per affidarsi allo
stesso specialista che aveva curato Pizarro dell’Udinese ed anche
Sosa. Gli venne asportata la calcificazione poco sotto il tendine
d’achille e, contemporaneamente, sistemata chirurgicamente la parte
interessata. Ma dopo venti giorni con le stampelle, il difensore
romano era già a Cerreto Sannita per sottoporsi alla rieducazione.
Piscina e fisioterapia per tutto il mese di giugno. «Ho potuto
solo fare il tifo per i miei compagni da lontano ed ho sofferto per
non aver dato il mio apporto alla promozione in B. Vuol dire che
dovrò rifarmi nel prossimo campionato», racconta.
Savini, che ha diviso quei giorni a Cerreto Sannita con Inacio Pià,
ha saltato le vacanze per farsi trovare pronto il giorno del
raduno. L’unica divagazione è stata la partecipazione al matrimonio
dell’ex compagno di squadra Di Venanzio, convolato a nozze a San
Benedetto del Tronto. Poi, una serie di allenamenti agli ordine dei
preparatori atletici che collaborano nel centro diretto dal medico
sociale del Napoli, Alfonso De Nicola.
A LUGLIO - Il momento in cui l’ex viola ha intuito che stava per
ritornare quello di prima è stato nell’amichevole con l’Aek Atene
il 22 luglio scorso. In quella occasione, Reja lo schierò
nell’undici iniziale e lui restò in campo per trentasette minuti. E
per gli attaccanti greci non fu facile passare dalle sue parti. Poi
ha giocato altri spezzoni di gara fino alla sfida con l’Inter nel
trofeo Moretti.
Ma è stato in Coppa Italia che Savini ha sorpreso persino Reja.
Dopo aver giocato per intero la gara con il Frosinone il 19
agosto, ha affrontato anche l’Ascoli. E nessuno pensava che potesse
reggere fino ai supplementari. Poi anche la Juve quattro giorni
dopo ed ancora over- time. « Ancora una mezzora, te la senti? »,
ripeteva Reja. E Savini a stringere i denti fino alla fine, a
dosare le energie, a limitare le incursioni in attacco. Un
miracolo, o quasi, il suo recupero. Ora però sta per scattare il
campionato e ci saranno oltre quaranta partite da giocare. Ma
Savini è tranquillo. Se ci fosse bisogno di tirare il fiato, i
ricambi non mancano. Tra un settimana arriva anche il giovane e
promettente Garics.
(rino cesarano) |