CASTELVOLTURNO - « Procurarsi un infortunio al primo giorno di
lavoro è il massimo. Chi poteva pensare che un impatto così
banale potesse mettermi fuori causa. Per fortuna si tratta di una
cosa leggera. Salterò la preparazione e le prime amichevoli ma
sarò pronto per la prima di campionato, quella che conta di più
». Emanuele Calaiò usa persino humour per scacciare la malasorte:
« Sono diventato campione del mondo anche io ma di sfortuna. Un
contrasto con il compagno Vitale per impedirgli un cross ed ecco
la fitta».
HO TEMUTO IL PEGGIO - Ieri mattina, l’esito della
risonanza magnetica: distrazione di primo grado al legamento
collaterale mediale del ginocchio sinistro. « Meno male, per
un pò ho temuto anche il peggio» . Calaiò dovra fermarsi per
almeno due settimane ma solo oggi dopo la visita a Roma dal prof.
Mariani saprà con esattezza quanto tempo dovrà aspettare prima di
riprendere la preparazione. « Quello che mi secca di più è
saltare la fase del ritiro - dice - Il lavoro che si svolge
in questo periodo è importante perchè ti permette di conservare la
condizione per tutto il campionato».
PARTE PER L' AUSTRIA - Due settimane di stop, forse tre. Poi
ci sarà il recupero graduale. In pratica, ritiro saltato per
l’attaccante palermitano. Ma Calaiò esclude apriori la possibilità
di non partire con i compagni per Hermagor, in Austria dove il
Napoli lavorerà fino al trenta luglio. « No, parto anche io, ci
mancherebbe. Farò lavoro differenziato. In albergo c’é la piscina
e al campo, la palestra. Seguirò un programma specifico con il
preparatore atletico. E nelle ore libere resterò con i compagni
per cementare l’amicizia».
Calaiò aveva appena avuto modo di scambiare qualche idea con
Bucchi, quello che sarebbe dovuto essere il suo nuovo partner in
attacco. E si erano riproposti di riparlarne in ritiro. Ora
cambia tutto. Calaiò non potrà partecipare alle prime amichevoli
precampionato (le quattro previste) e neanche al trofeo Birra
Moretti in calendario l’11 agosto al San Paolo contro Juve e
Inter. Reja dovrà rivedere l’esperimento-base che aveva in mente
di mettere in pratica fin dall’inizio: cioè Calaiò e Bucchi in
attacco con De Zerbi nelle vesti di rifinitore. L’infortunio
dell’attaccante palermitano ora obbliga il tecnico a rivedere i
suoi piani.
ATTACCO - Le alternative a disposizione di Reja non mancano.
Il Napoli ha in organico altri due attaccanti di prima fascia: Pià
e Sosa. Ma anche Grieco e Giglio che hanno la possibilità di
farsi notare in attesa di una nuova sistemazione. Il tecnico sta
già studiando nuove soluzioni offensive in attesa di riavere
Calaiò a tempo pieno. La prima si rifà allo schema della nazionale
di Lippi: una punta centrale (Bucchi) e un trequartista a
supporto (De Zerbi). « Sarebbe un’ idea intrigante », hanno
commentato a Castelvolturno alcuni calciatori. In questo caso, il
Napoli si disporrebbe con un centrocampo a quattro e potrebbero
trovare spazio sia Trotta che Capparella. «Ma c’è anche Pià,
non dimenticatevi di Joelson» , ha sottolineato proprio
Calaiò.
Ed in tal caso, il Napoli potrebbe sperimentare la formula che più
sta a cuore al tecnico, cioè il quattro-tre-uno-due. Per il
brasiliano sta per profilarsi, quindi, l’occasione per dimostrare
che la società ha fatto bene a trattenerlo e ritagliarsi uno
spazio importante nel nuovo Napoli. A volte non tutto arriva per
nuocere. In attesa di Calaiò, Reja è pronto a sistemare Pià al
fianco di Bucchi; oppure ad ispirarsi a Lippi: con De Zerbi, alla
Totti, a ridosso dell’ex capocannoniere della B.