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Per Calaiò ko per almeno 15 giorni Giovedì

13 Luglio 2006

CASTELVOLTURNO - « Procurarsi un infortunio al primo gior­no di lavoro è il massimo. Chi poteva pensare che un impatto co­sì banale potesse mettermi fuori causa. Per fortuna si tratta di una cosa leggera. Salterò la preparazione e le prime amichevo­li ma sarò pronto per la prima di campionato, quella che conta di più ». Emanuele Calaiò usa persino humour per scacciare la malasorte: « Sono diventato campione del mondo anche io ma di sfortuna. Un contrasto con il compagno Vitale per impedirgli un cross ed ecco la fitta».
HO TEMUTO IL PEGGIO
- Ieri mattina, l’esito della risonanza ma­gnetica: distrazione di primo grado al legamento collaterale me­diale del ginocchio sinistro. « Meno male, per un pò ho temuto an­che il peggio» . Calaiò dovra fermarsi per almeno due settimane ma solo oggi dopo la visita a Roma dal prof. Mariani saprà con esattezza quanto tempo dovrà aspettare prima di riprendere la preparazione. « Quello che mi secca di più è saltare la fase del ritiro - dice - Il lavoro che si svolge in questo periodo è importante perchè ti permette di conservare la con­dizione per tutto il campionato».
PARTE PER L' AUSTRIA
- Due settimane di stop, forse tre. Poi ci sarà il recupero graduale. In pratica, ritiro saltato per l’attaccante palermitano. Ma Calaiò esclude apriori la possibilità di non par­tire con i compagni per Hermagor, in Austria dove il Napoli lavorerà fino al trenta luglio. « No, parto anche io, ci mancherebbe. Farò lavoro differenzia­to. In albergo c’é la piscina e al campo, la palestra. Seguirò un programma spe­cifico con il preparatore atletico. E nel­le ore libere resterò con i compagni per cementare l’amicizia».
Calaiò aveva appena avuto modo di scambiare qualche idea con Bucchi, quello che sarebbe dovuto essere il suo nuovo partner in attacco. E si erano ri­proposti di riparlarne in ritiro. Ora cam­bia tutto. Calaiò non potrà partecipare alle prime amichevoli precampionato (le quattro previste) e neanche al trofeo Birra Moretti in calen­dario l’11 agosto al San Paolo contro Juve e Inter. Reja dovrà ri­vedere l’esperimento-base che aveva in mente di mettere in pra­tica fin dall’inizio: cioè Calaiò e Bucchi in attacco con De Zerbi nelle vesti di rifinitore. L’infortunio dell’attaccante palermitano ora obbliga il tecnico a rivedere i suoi piani.
ATTACCO
- Le alternative a disposizione di Reja non mancano. Il Napoli ha in organico altri due attaccanti di prima fascia: Pià e Sosa. Ma anche Grieco e Giglio che hanno la possibilità di far­si notare in attesa di una nuova sistemazione. Il tecnico sta già studiando nuove soluzioni offensive in attesa di riavere Calaiò a tempo pieno. La prima si rifà allo schema della nazionale di Lip­pi: una punta centrale (Bucchi) e un trequartista a supporto (De Zerbi). « Sarebbe un’ idea intrigante », hanno commentato a Ca­stelvolturno alcuni calciatori. In questo caso, il Napoli si dispor­rebbe con un centrocampo a quattro e potrebbero trovare spa­zio sia Trotta che Capparella. «Ma c’è anche Pià, non dimenti­catevi di Joelson» , ha sottolineato proprio Calaiò.
Ed in tal caso, il Napoli potrebbe sperimentare la formula che più sta a cuore al tecnico, cioè il quattro-tre-uno-due. Per il bra­siliano sta per profilarsi, quindi, l’occasione per dimostrare che la società ha fatto bene a trattenerlo e ritagliarsi uno spazio im­portante nel nuovo Napoli. A volte non tutto arriva per nuocere. In attesa di Calaiò, Reja è pronto a sistemare Pià al fianco di Buc­chi; oppure ad ispirarsi a Lippi: con De Zerbi, alla Totti, a ridos­so dell’ex capocannoniere della B.

Fonte: Corriere dello sport

 

 

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