Viareggio.
Tutti a casa del ct mondiale. Lippi riceve nella sua Viareggio.
«Peccato che non ci sia il sole». Due mesi e un po' di silenzio.
Ad eccezione delle dichiarazioni rilasciate durante gli incontri
ufficiali. Ultimo il raduno dei ct di tutto il mondo a Berlino
organizzato dalla Fifa e dall'Uefa. «Non credevo di tornare così
presto nella capitale tedesca». Ha ricevuto un orologio in dono da
Blatter. «Sia il presidente della Fifa che Johansson hanno tessuto
elogi sinceri per l'Italia». Un chiarimento soprattutto:
«Ringrazio Rossi ma non farò mai il supervisore delle nazionali
perché non è il mio lavoro, mi sento ancora uomo di campo, ho
intenzione di tornare ad allenare ma non è ancora il momento».
L'incontro con il commissario della Figc all'isola della
Maddalena. Il 15 luglio. Ct mondiale e dimissionario. «Ma non mi
pento della decisone presa». Confessa che era maturata «pochi
giorni dopo l'inizio dell'avventura tedesca e la Figc gà sapeva».
C'è tempo. Ma tornerà. Vuole godersi ancora per un po' il successo
di Berlino che continua a definire «magico». Ha ricevuto
telefonate da squadre estere. «Ma ho declinato ogni invito». Vuol
far durare a lungo il meraviglioso periodo sabbatico. In barca con
la famiglia, le cene con gli amici, tante cassette visionate e da
visionare. Con la solita attenzione. Per stare al passo coi tempi.
Calcio internazionale e di casa. Dalla massima serie al
palcoscenico della B che «ha tante squadre gloriose in lizza».
Napoli ed il Napoli sempre nel cuore. «Ci tornerei di corsa» ha
sempre sostenuto. «Metto il Napoli tra le sicure promosse, ha
proprio tutto per puntare alla serie A». E spiega il perché: «È
una squadra forte in ogni reparto». Più nel dettaglio: «Reja è un
allenatore che stimo moltissimo». Analisi: «Ha un bel portiere,
una buona difesa, un centrocampo eclettico ed una coppia d'attacco
di tutto rispetto, Calaiò e Bucchi s'integrano alla perfezione, il
primo ha buone doti tecniche, l'altro è il classico uomo da area
di rigore». Un altro azzurro nel cuore. «Ho rivisto tutte le
partite della mia Nazionale e seguito quelle dell'Italia di
Donadoni e credetemi: mi sono emozionato». Anche perché è stata
una frana. «Ripartiremo alla grande, ne sono sicuro». Ha una
convinzione: «Non c'è motivo per cui non debba stabilirsi un
feeling tra il ct attuale ed i giocatori». Rivà con la mente al
suo gruppo: «Siamo stati bravi a trasformare in energia positiva
tutto il casino che ci era caduto addosso». È cambiato veramente
qualcosa nel nostro calcio dopo il mondiale? «Intanto la Juve non
è più in A e starà perlomeno per due anni fuori delle coppe,
tecnicamente s'è impoverita, ci sono dirigenti che non lavorano
più, ci sono squadre che sono partite con le penalizzazioni».
Prosegue: «Credo che si possa ipotizzare maggiore serenità, specie
da parte degli arbitri». Plaude alla scelta di Buffon di giocare
in B: «Mi è piaciuto quello che ha detto: la riconoscenza per la
Juve, è spontaneo come Valentino Rossi, un fenomeno della
comunicazione, un gesto molto bello il suo come quelli di altri da
Del Piero a Nedved». Ammette con un po' d'amarezza: «Tutto quello
che è successo ha spezzato l'onda lunga del tripudio mondiale, ma
vi assicuro che all'estero c'è grande entusiasmo verso di noi». E
racconta il «suo» mondiale: «Quest'estate stavo ancorando la barca
in una cala, dalle altre imbarcazioni è partito un po-po-po-po
infinito, e poi l'entusiasmo dei bambini e dei giovani che nell'82
non avevano vissuto da protagonisti il successo mondiale, non c'è
nulla di più aggregante del calcio». Tornerà presto il ct di
Viareggio. Che ha perdonato Zidane «lo stimo sempre».