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Ha
vinto Napoli, ha perso il Napoli. Ha vinto Napoli con i gol di
Antonio Nocerino, ragazzo di Santa Lucia, e di Luigi Riccio,
capitano del Piacenza, nato a Marano. Ha vinto Napoli anche grazie
ad uno strepitoso intervento di Nando Coppola su Calaiò. Ha vinto
Napoli anche per il tifo dei cinquemila napoletani che, invano,
hanno incitato Montervino e compagni. «È strano far gol al Napoli
per uno che fino a pochi anni fa tifava Napoli dalla curva. Tifo
ancora per il Napoli, tanto è vero che per rispetto dopo il gol non
ho esultato, ma sono stato costretto a batterlo. Ho fame di
vittorie, di successi. Voglio diventare qualcuno nel calcio. De
Laurentiis sogna un Napoli composto da tutti napoletani? Sarebbe un
sogno per me far parte di quella squadra. Dovrò dimostrare di essere
da Napoli», osserva Nocerino, ragazzo dal carattere grintoso e
gioviale. Suo il gol del vantaggio («Ho approfittato di un errore di
Montervino e ho battuto Iezzo, a mio avviso incolpevole»), suo il
minishow in sala stampa («Dedico il gol a mia madre ed ora vado ad
abbracciare papà che mi sta aspettando fuori dello spogliatoio»).
Anche Riccio è orgoglioso: «È il secondo gol che realizzo al Napoli,
tutte e due le volte ho segnato dopo la nascita di un mio figlio».
Nocerino, Riccio e Coppola sostengono di non essere rimasti delusi
dal Napoli: «Soltanto merito del Piacenza questa vittoria. Il
Napoli? Straccerà il campionato». Per ora, loro tre, hanno
stracciato il Napoli. E non è la prima volta che ragazzi napoletani
regalino amarezze alla squadra del cuore. Vittorio Raio |