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Calaiò: Serve la mentalità della C

Domenica

17 Settembre 2006

«In serie B bisogna giocare con la stessa cattiveria che si vede in C1. Facciamo tesoro di questa lezione e dalla prossima volta, per fortuna ad Arezzo si giocherà tra due giorni, mettiamoci più grinta. Meno tocchi, meno numeri e più determinazione». Potrebbe essere felice perché è risultato il miglior in campo, perché ha realizzato una magnifica rete, perché solo uno splendido intervento di Coppola gli ha negato la soddisfazione di un altro gol, perché si è sacrificato e ha corso per due, ma il sorriso non dipinge il volto di Calaiò. «In questo momento per me conta solo che andiamo via con zero punti da Piacenza. Un boccone amaro, troppo amaro», osserva l'attaccante che ancora una volta a metà del secondo tempo è stato sostituito. Molti pensavano che uscisse Bucchi per far posto a Pià, ma evidentemente non conoscevano Reja. Sul tabellone luminoso ancora una volta è uscito l'ambo 11-8. Fuori Calaiò, dentro Pià. E Montervino ha lanciato un urlo e ha fatto un gesto che dagli spalti è apparso come di non condivisione. A meno che non stesse scacciando una mosca dal suo naso. Sono trascorsi quindici minuti, dal 20' al 35', ed il sogno del Napoli di portar via i tre punti è svanito come la speranza di Calaiò di finire una partita. «Non importa se sono uscito io anche questa volta», dice Calaiò, ma sul suo volto si legge una doppia amarezza: per la sconfitta, innanzitutto, ma anche per questa immeritata sostituzione. «Devono giocare tutti - prosegue Emanuele, seguendo la linea imposta dalla società -. Non importa chi va in campo. Io sono tra i fortunati che ha il piacere di andare in campo dall'inizio delle partite, quindi non ho il diritto di lamentarmi». Sembra di riascoltare il Reja-pensiero, invece è solo l'amabile bugìa di un ragazzo che sta attraversando un periodo di forma eccezionale e che è costretto a raccontarne un'altra per non rompere anche fuori gli equilibri che già sono precari in campo. «Occorre giocare con il coltello tra i denti e non badare soltanto alla tecnica», ribadisce Calaiò - è un concetto che emergerà da tutte le dichiarazioni postpartita -. In serie B occorre la stessa determinazione che si mette quando si gioca in C1. Guai a pensare di poter vincere puntando soltanto sulla tecnica e sulla tattica. Occorre più sacrificio da parte di tutti». Calaiò aveva immaginato di festeggiare in altro modo il primo gol in campionato. Lui fa parte dell'attacco più forte della B: cinque reti. Cinque reti vanificate dalle quattro incassate. Due hanno causato il primo stop. «La lezione ci servirà. Sono certo che ad Arezzo si vedrà un Napoli con uno spirito diverso, più da battaglia. Sono anche certo che i tifosi rivedranno il Napoli che bene ha fatto contro il Treviso. Alla fine ci è mancata quella sana cattiveria che determina i risultati. Il modulo? Ci sono i pro ed i contro perché, ad esempio, si lasciano più spazi agli avversari e soprattutto i nostri terzini soffrono, ma in attacco abbiamo vantaggi. Spetta a Reja decidere».

Fonte: Il Mattino

 

 

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