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«In serie B bisogna giocare con la stessa
cattiveria che si vede in C1. Facciamo tesoro di questa lezione e
dalla prossima volta, per fortuna ad Arezzo si giocherà tra due
giorni, mettiamoci più grinta. Meno tocchi, meno numeri e più
determinazione». Potrebbe essere felice perché è risultato il
miglior in campo, perché ha realizzato una magnifica rete, perché
solo uno splendido intervento di Coppola gli ha negato la
soddisfazione di un altro gol, perché si è sacrificato e ha corso
per due, ma il sorriso non dipinge il volto di Calaiò. «In questo
momento per me conta solo che andiamo via con zero punti da
Piacenza. Un boccone amaro, troppo amaro», osserva l'attaccante che
ancora una volta a metà del secondo tempo è stato sostituito. Molti
pensavano che uscisse Bucchi per far posto a Pià, ma evidentemente
non conoscevano Reja. Sul tabellone luminoso ancora una volta è
uscito l'ambo 11-8. Fuori Calaiò, dentro Pià. E Montervino ha
lanciato un urlo e ha fatto un gesto che dagli spalti è apparso come
di non condivisione. A meno che non stesse scacciando una mosca dal
suo naso. Sono trascorsi quindici minuti, dal 20' al 35', ed il
sogno del Napoli di portar via i tre punti è svanito come la
speranza di Calaiò di finire una partita. «Non importa se sono
uscito io anche questa volta», dice Calaiò, ma sul suo volto si
legge una doppia amarezza: per la sconfitta, innanzitutto, ma anche
per questa immeritata sostituzione. «Devono giocare tutti - prosegue
Emanuele, seguendo la linea imposta dalla società -. Non importa chi
va in campo. Io sono tra i fortunati che ha il piacere di andare in
campo dall'inizio delle partite, quindi non ho il diritto di
lamentarmi». Sembra di riascoltare il Reja-pensiero, invece è solo
l'amabile bugìa di un ragazzo che sta attraversando un periodo di
forma eccezionale e che è costretto a raccontarne un'altra per non
rompere anche fuori gli equilibri che già sono precari in campo.
«Occorre giocare con il coltello tra i denti e non badare soltanto
alla tecnica», ribadisce Calaiò - è un concetto che emergerà da
tutte le dichiarazioni postpartita -. In serie B occorre la stessa
determinazione che si mette quando si gioca in C1. Guai a pensare di
poter vincere puntando soltanto sulla tecnica e sulla tattica.
Occorre più sacrificio da parte di tutti». Calaiò aveva immaginato
di festeggiare in altro modo il primo gol in campionato. Lui fa
parte dell'attacco più forte della B: cinque reti. Cinque reti
vanificate dalle quattro incassate. Due hanno causato il primo stop.
«La lezione ci servirà. Sono certo che ad Arezzo si vedrà un Napoli
con uno spirito diverso, più da battaglia. Sono anche certo che i
tifosi rivedranno il Napoli che bene ha fatto contro il Treviso.
Alla fine ci è mancata quella sana cattiveria che determina i
risultati. Il modulo? Ci sono i pro ed i contro perché, ad esempio,
si lasciano più spazi agli avversari e soprattutto i nostri terzini
soffrono, ma in attacco abbiamo vantaggi. Spetta a Reja decidere». |