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Pescia.
Assente sabato a Piacenza, De Laurentiis interviene dagli Stati
Uniti. «Niente drammi dopo la sconfitta. Sono sicuro che ci sarà la
reazione ad Arezzo», dice il presidente del Napoli. Ieri, poche ore
dopo la caduta a Piacenza, il faccia a faccia nell’albergo di Pescia.
Marino chiede alla squadra un atteggiamento più responsabile: meno
leggerezza, meno presunzione, più grinta. Montervino e gli altri
recepiscono il messaggio. «Occorre un'immediata risposta, già ad
Arezzo in campo un Napoli-operaio», dicono Cannavaro e Bucchi quando
giungono al campo. Volti scuri quelli di Reja e degli azzurri; un
grande silenzio rotto solo dalle urla di gioia di una ventina di
bambini. «Non fosse stato per Iezzo, avremmo subìto una goleada -
osserva Montervino a cui Reja ha mimato cosa avrebbe dovuto fare per
non far segnare Nocerino -. Passiamoci la mano sulla coscienza. I
primi 25 minuti sono stati i peggiori del Napoli da quando sono qui.
Non eravamo messi bene, sembravamo in inferiorità numerica. Loro
andavano a mille. Occorre più intensità fuori casa. Se abbiamo
subìto due gol, quattro in 180 minuti, è colpa anche di noi
centrocampisti in fase di interdizione e degli attaccanti che non
hanno scalato. Non siamo l'ammazzacampionato, ma neanche quelli
visti a Piacenza. Occorre che il Napoli sia meno presuntuoso e più
pratico. Maggiori sacrifici da parte di tutti e una partitaccia del
genere non la rivedremo più. Comunque, meglio che la lezione sia
arrivata in avvio di torneo. Abbiamo perso un punto, quello del
pareggio, ma ne conquisteremo 20 in più fuori casa facendo tesoro
della lezione di sabato. La mia prestazione? Brutta». Bucchi
sostiene che «il Piacenza è stato più aggressivo ed in serie B è una
dote fondamentale. Non siamo stati compatti ed abbiamo incassato due
reti. Abbiamo lasciato troppi spazi: loro si sono esaltati. Le
colpe? Quando incassi un gol, i primi responsabili sono gli
attaccanti che devono contenere. Magari, la grande voglia di fare
gol ha fatto sì che ci spingessimo tutti all'attacco. Un eccesso di
generosità pagato a caro prezzo. Sono certo che già contro l'Arezzo
gli equilibri in campo saranno diversi. All'attacco senza essere
scriteriati, in difesa con una punta di cattiveria in più. Mi spiace
per i cinquemila tifosi che ci hanno seguiti. Avrebbero meritato che
il Napoli vincesse». E Calaiò, migliore in campo, avrebbe meritato
di non subire la sostituzione numero 37 in 60 gare giocate con Reja
in panchina. «Più compatti, più coperti, più concentrati», sono i
tre più che sono mancati e che Cannavaro suggerisce di impiegare ad
Arezzo. «C'è Floro Flores, un altro napoletano molto bravo, che
vorrà rifarsi del rigore sbagliato, c'è un Arezzo che è simile al
Piacenza per grinta - aggiunge il difensore -. Brucia la batosta a
Piacenza. In B la parte atletica spesso prevale e loro andavano a
mille all'ora. Con più filtro a centrocampo, con più equilibrio
tattico, potremo riscattarci. Iniziamo a non prendere gol: tanto
almeno uno riusciamo sempre a farlo. Un pizzico di presunzione in
meno e ci riscatteremo, altrimenti perderemo ovunque». |