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De Zerbi: Cancelliamo le paure

Giovedì

21 Settembre 2006

Castelvolturno. «Se sono deluso? Sì che lo sono. Mi aspettavo sei punti dalle trasferte a Piacenza e ad Arezzo, ma invito tutti a non perdere l’entuasiasmo». Roberto De Zerbi riteneva che il Napoli potesse fare l’en plein nelle prime tre giornate. Non perché fosse rimasto impressionato dal felice esordio con il Treviso, ma perché reputava, e reputa, fortissimo l’organico che De Laurentiis ha messo a disposizione di Reja. Un organico, a suo dire, in grado di ben figurare anche lontano dal San Paolo. Non a caso, il trequartista lancia un invito alla squadra: «Guai a perdere l’ottimismo. Ho notato troppa preoccupazione di non prendere gol dopo il ko a Piacenza. L’Atalanta è stata promossa in A dopo aver subìto nove sconfitte ed il Catania ha centrato eguale obiettivo nonostante ben otto insuccessi. Quel Catania mai ha perso l’entusiasmo, anche dopo un avvio poco esaltante». Organico competitivo, non c’è dubbio, ma se Maradona dovesse giudicare questo Napoli, magari, direbbe che gli manca la «tota», la mamma, quel regista che Marino seppe assicurare al Napoli di Dieguito. Quel regista, Ciccio Romano cambiò volto alla squadra, dandole tempi e gioco. «Devo partecipare maggiormente alla manovra del centrocampo - aggiunge De Zerbi -. Devo trovare la migliore posizione di volta in volta, dando un aiuto ai centrocampisti e impostando anche le azioni. Negli anni ho fatto l’attaccante aggiunto: ora, mi viene un po’ difficile abbassarmi. Non sono più abituato, ma è un ruolo che mi piace per la varietà delle giocate. E Bucchi e Calaiò avrebbero più spazi». A chi parla della classica coperta corta (se il Napoli si scopre, prende gol; se si copre, non segna), De Zerbi replica così: «Abbiamo cambiato cinque uomini in squadra ed il modulo. Occorre darci un po’ di tempo. Non sarà il caso di drammatizzare anche quando si perderà ancora. E potrà capitare. Avete visto? Anche il Bologna ha perso a Piacenza». Consigli per il futuro? De Zerbi è pronto a dire la sua: «In serie B, soprattutto fuori casa, capitano poche palle-gol: occorre essere pratici e metterle a frutto, ma soprattutto non bisogna perdere l’entusiasmo iniziale. Siamo forti, dimostriamolo in campo». Giubilato è pronto a fornire un’altra prestazione come ad Arezzo: «Dopo un avvio incerto, penso di aver giocato bene. Sono felice di stare nel Napoli, anche se vado in panchina. In tanti mi invidiano. Il caso-Montervino? Ho provato a tranquillizzarlo, ma lui non mi guardava mentre usciva dal campo. Guardava altrove». Guardava Reja: «Non so. Poi, mi ha chiesto scusa». Il capitano ha chiarito con tutti il suo atteggiamento: ama troppo il Napoli ed era amareggiato perché non si riusciva a segnare. L’amarezza è aumentata quando è stato sostituito. Tutto già archiviato, si pensa alla Triestina, al riscatto. Ne è convinto anche De Laurentiis che ha piena fiducia in Reja e nella squadra e sabato sarà al San Paolo.

Fonte: Il Mattino

 

 

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