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Bucchi rischia. A centrocampo resta Amodio

Giovedì

21 Settembre 2006

Un punto in due trasferte. La delusione è evidente. Il Napoli ch’era partito baldanzoso e col sorriso largo se n’è tornato rabbuiato, pensieroso, pieno di problemi. La faccia di Reja l’immagine del momento complicato. Logico: dopo avercela messa, tocca a lui tirar via la squadra dagli impicci. Già, ma come? Se, infatti, il problema è semplice da leggere, non altrettanto facile è la soluzione. Ma Reja ormai sembra convinto: questa squadra, questione d’equilibrio, non «regge» due punte più De Zerbi, più Bogliacino ancora. E allora come fare? Tre giorni per pensarci e già ci sta pensando. Di qui alla Triestina prossima avversaria, il tempo che ha l’allenatore per decidere il futuro. Almeno quello più immediato. Vediamo. Quali i ragionamenti che accompagnano la solitudine dell’allenatore: togliere uno degli attaccanti per dare alla squadra un mediano in più? Mai. Però far riposare il due volte deludente Bucchi per fare spazio a Sosa è un’ipotesi che passa nella testa dell’allenatore. Seconda soluzione: togliere De Zerbi per passare a un modulo senza trequartista? Impossibile. Per quello che è costato e per la qualità del suo sinistro, è un’idea, questa, che neppure sfiora Reja. E allora? E allora prolungare diplomaticamente l’accidente al piede di Bogliacino per far rigiocare Amodio come metodista? Sì, non sarà il meglio della vita, ma con Amodio la squadra è più fisica e coperta e se De Zerbi capirà che è suo obbligo tattico assistere meglio il centrocampo, beh, questo sì che potrebbe essere l’avvio d’un discorso nuovo. Eccoli i tormenti dell’allenatore, a mezza via tra la voglia d’essere coerente e il bisogno di piegarsi invece alla ragione. A metà strada tra l’orgoglio di ribadire il suo disegno vincente in coppa e in casa e l’imbarazzo di riconoscere, invece, che quel modulo non è buono per tutte le stagioni. Che nel calcio bisogna sapersi anche adeguare. Che Bogliacino in questo momento non gli assicura quello che gli occorre, che la campagna acquisti s’è chiusa con un buco al centro della formazione e che è già urgente l’esigenza di un rimedio. Fosse anche solo per tre mesi. Fantasmi, idee, pensieri, cambi, formazioni che accompagnano l’allenatore azzurro fuori e dentro il campo. Ma, si sa, l’istinto di sopravvivenza è più forte d’ogni altra cosa al mondo e allora, come ha già fatto l’altro giorno a Arezzo, alla fine probabilmente in Reja prevarrà il ragionamento. Perché l’altro giorno a Arezzo il ballottaggio Bogliacino-Amodio è stato in piedi sino a poche ore prima della gara. Poi la scelta. Poi la decisione di cambiare. E se è vero che il Napoli se n’è tornato dall’ultima trasferta con un solo punto, è vero pure che ha rischiato meno e che dopo quattro gare è riuscito a non farsi fare gol. Però manco ne ha fatti. E con quel potenziale che gli azzurri hanno là davanti questa, come pensa pure Reja, diventa proprio una bestemmia.

Fonte: Il Mattino

 

 

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