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Altalena partenopea

Domenica

24 Settembre 2006

Il tifoso napoletano è ormai abituato a soffrire. Si potrebbe quasi dire che è nato per soffrire! E’ dai bei tempi andati di Maradona e compagni che i campionati azzurri sono sempre costellati di imprevisti, scivoloni e palpitazioni. Sicuramente siamo tutti consapevoli che la serie A è una meta difficilissima da raggiungere, ma di questo passo può diventare un vero e proprio miraggio.

Ed è così che il Napoli riesce a portare a casa un solo punto nella partita contro la Triestina dell’ex Mattia Graffiedi, disputando una partita molto al di sotto delle aspettative. Ci si aspettava una vera e propria prova d’orgoglio dopo i due passi falsi di Piacenza e Arezzo, ma a quanto pare, Reja non è riuscito ancora a trovare il male che affligge il Napoli.

Malgrado infatti una formazione rivoluzionata rispetto ai primi incontri, con l’inserimento di Capparella dal primo minuto al posto del neoacquisto De Zerbi, la musica è sempre la stessa:il Napoli gioca a sprazzi, quasi senza uno schema preciso e senza la giusta concentrazione. Grazie al solito Bucchi, gli azzurri riescono a portarsi in vantaggio sfruttando una bella azione di Calaiò ed un mezzo errore del portiere triestino.

Il primo tempo termina così con un Napoli che riesce a vincere ma senza convincere.

Alla ripresa la partita prende subito la piega dei minuti precedenti:il Napoli appare sempre più inconcludente, e la Triestina prende a poco a poco coraggio e si affaccia sempre più frequentemente nell’area partenopea. Quando mancano ormai pochi minuti dal triplice fischio arbitrale, il Napoli concede alla Triestina quel poco che basta per mettere il pallone alle spalle di Iezzo, ed è il quinto goal subito in sole quattro partite.

Il momento non è dei più semplici, ma è proprio in queste occasione che i ragazzi hanno bisogno del tifo e del calore di tutti i sostenitori. Purtroppo non tutti la pensano allo stesso modo:nel corso della partita infatti, un gruppo di tifosi del settore “Distinti”, ha in varie occasioni fischiato i giocatori in seguito ad errori che nel corso di una partita possono anche capitare! Ma la cosa più triste è che gli stessi tifosi, sarebbero stati pronti ad osannare i giocatori prima tanto criticati se fosse arrivata la vittoria. Sono cose che si vedono ormai solo sui campi degli oratori!

Come più volte sostenuto, essere tifoso non vuol dire solo gioire per una vittoria, ma anche soffrire con la propria squadra del cuore, perdonando delle prestazioni opache e non estremamente convincenti. In aggiunta dobbiamo ricordare che il campionato è ancora apertissimo e non è non è mai troppo tardi invertire la rotta. Mi auguro solo che il nostro traghettatore (Reja) sia in grado di farlo!!!   

 

Eduardo D’Aquino

OnlyNapoli

 

 

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