|
Il
tifoso napoletano è ormai abituato a soffrire. Si potrebbe quasi
dire che è nato per soffrire! E’ dai bei tempi andati di Maradona e
compagni che i campionati azzurri sono sempre costellati di
imprevisti, scivoloni e palpitazioni. Sicuramente siamo tutti
consapevoli che la serie A è una meta difficilissima da raggiungere,
ma di questo passo può diventare un vero e proprio miraggio.
Ed è così che il Napoli riesce
a portare a casa un solo punto nella partita contro la Triestina
dell’ex Mattia Graffiedi, disputando una partita molto al di sotto
delle aspettative. Ci si aspettava una vera e propria prova
d’orgoglio dopo i due passi falsi di Piacenza e Arezzo, ma a quanto
pare, Reja non è riuscito ancora a trovare il male che affligge il
Napoli.
Malgrado infatti una formazione
rivoluzionata rispetto ai primi incontri, con l’inserimento di
Capparella dal primo minuto al posto del neoacquisto De Zerbi, la
musica è sempre la stessa:il Napoli gioca a sprazzi, quasi senza uno
schema preciso e senza la giusta concentrazione. Grazie al solito
Bucchi, gli azzurri riescono a portarsi in vantaggio sfruttando una
bella azione di Calaiò ed un mezzo errore del portiere triestino.
Il primo tempo termina così con
un Napoli che riesce a vincere ma senza convincere.
Alla ripresa la partita prende
subito la piega dei minuti precedenti:il Napoli appare sempre più
inconcludente, e la Triestina prende a poco a poco coraggio e si
affaccia sempre più frequentemente nell’area partenopea. Quando
mancano ormai pochi minuti dal triplice fischio arbitrale, il Napoli
concede alla Triestina quel poco che basta per mettere il pallone
alle spalle di Iezzo, ed è il quinto goal subito in sole quattro
partite.
Il momento non è dei più
semplici, ma è proprio in queste occasione che i ragazzi hanno
bisogno del tifo e del calore di tutti i sostenitori. Purtroppo non
tutti la pensano allo stesso modo:nel corso della partita infatti,
un gruppo di tifosi del settore “Distinti”, ha in varie occasioni
fischiato i giocatori in seguito ad errori che nel corso di una
partita possono anche capitare! Ma la cosa più triste è che gli
stessi tifosi, sarebbero stati pronti ad osannare i giocatori prima
tanto criticati se fosse arrivata la vittoria. Sono cose che si
vedono ormai solo sui campi degli oratori!
Come più volte sostenuto,
essere tifoso non vuol dire solo gioire per una vittoria, ma anche
soffrire con la propria squadra del cuore, perdonando delle
prestazioni opache e non estremamente convincenti. In aggiunta
dobbiamo ricordare che il campionato è ancora apertissimo e non è
non è mai troppo tardi invertire la rotta. Mi auguro solo che il
nostro traghettatore (Reja) sia in grado di farlo!!!
Eduardo D’Aquino |